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La lavorazione del rame affonda le sue radici nella
preistoria: il più antico oggetto di rame a noi
noto è un piccolo pendaglio ottenuto col minerale non
lavorato, scoperto nella grotta di Shanidar in Kurdistan
e risalente a ben 12.000 anni fa. Esso attesta un primo
uso del rame, ma invece a circa 10.000 anni fa risalgono
i primi utensili prodotti col rame lavorato: dei punteruoli
scoperti in Anatolia e Mesopotamia. In Italia abbiamo
le prime tracce del suo utlizzo solo alcuni millenni
più tardi, a partire da 6.000 anni fa.
L'
evoluzione delle tecniche di lavorazione del
rame durò diversi millenni. La più antica,
nota in Mesopotamia ed in Anatolia già 10.000
anni fa, consisteva nel martellamento a freddo
del rame puro proveniente da filoni o pepite.
Circa mille anni dopo fu inventata la tecnica
del martellamento a caldo, che consisteva nel
riscaldare il metallo allo scopo di ammorbidirlo
prima di lavorarlo. Poi 8.000 anni fa gli abili
artigiani del Vicino e del Medio Oriente riuscirono
finalmente a raggiungere con i loro forni la
temperatura necessaria alla fusione del rame,
cioè 1.083°C; questo permise loro di ottenere
sia fili e lamine da ribattere, che direttamente
oggetti di ogni forma.
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Il
rame aprì una nuova era dell' umanità: finì l'età
della pietra (paleolitico e neolitico) ed iniziò l'età
dei metalli. L'età del rame è chiamata da alcuni studiosi
anche Calcolitico, dalle parole greche che significano
rame (khalkòs) e pietra (lìthos). Fu una vera e propria
rivoluzione tecnologica e sociale. Basti pensare
che fino ad allora per produrre utensili erano noti
essenzialmente solo due materiali inorganici: la pietra,
resistente ma dura da lavorare, e l'argilla, che al
contrario era facile da lavorare ma non era adatta a
tutti gli usi, perché gli oggetti con essa prodotti
(ad esempio vasi di terracotta) erano troppo fragili.
Il rame invece riuniva in sé i pregi di entrambi i materiali
già noti, eliminandone i difetti: una volta fuso si
poteva infatti plasmare in mille forme come l'argilla,
ma quando si raffreddava diventava più resistente della
pietra. La scoperta del rame provocò inoltre molte trasformazioni
sociali: per procurarselo infatti si dovevano affrontare
pericolosi viaggi in luoghi lontani, cosa che favorì
i contatti fra le civiltà.

Una "mezzina" toscana prodotta secondo i disegni
originali del '700 |
Gli
oggetti di rame costituivano un bene di lusso.
Nell'antichità infatti i metalli erano in genere
usati solo quando era indispensabile, altrimenti
si preferivano materiali più economici, poiché
i giacimenti noti erano pochi ed il processo
di estrazione costoso. Ad esempio il vasellame
ed il pentolame domestico della gente comune
erano di terracotta, mentre solo in pochi potevano
permettersi di possederne di rame o di altri
metalli. I vasi, le pentole e tutti gli altri
oggetti di rame diventarono perciò uno status
simbol delle aristocrazie antiche.
La disponibilità di rame e di altri metalli
favorì il fiorire di grandi civiltà:
per esempio la civiltà etrusca in Italia centrale
e quella nuragica in Sardegna devono il loro
rapido sviluppo e la loro ricchezza allo sfruttamento
delle miniere di rame e di altri metalli. Con
la produzione ed il commercio del rame questi
popoli entrarono in contatto con altre civiltà
più ricche come quella greca o quella fenicia,
i cui mercanti venivano a scambiare il metallo
con i loro raffinati prodotti. Grazie a questi
contatti le popolazioni italiche si arricchirono
sia materialmente che culturalmente.
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Qualche
curiosità storica sul nome RAME. La parola italiana
"rame" deriva dal latino tardo "aeramen"
che a sua volta deriva dal latino classico "aes".
In molte lingue europee invece la parola che indica
il rame deriva dal latino "cuprum" (es. inglese
"copper", francese "cuivre", spagnolo "cobre", tedesco
"kupfer", svedese "koppar", danese "kobber"). La parola
"cuprum" però in origine non aveva nulla a che fare
col rame, ma era un aggettivo riferito a Cipro. In epoca
Greco-Romana le miniere di Cipro diventarono famose
per la qualità e la quantità di rame che vi si estraeva
e l'isola diventò il maggior produttore di rame dell'epoca,
così "cuprum" passò a significare rame.
La scoperta delle leghe. Fin dai primi tempi
i metallurghi fecero esperimenti cercando di combinare
il rame con altri metalli. La scoperta più importante
fu la lega derivata dalla combinazione di rame e stagno:
il bronzo. È interessante il fatto che, al contrario
di noi, gli antichi non fecero mai distinzioni fra il
rame puro e le leghe derivate dalla sua combinazione
con altri metalli. Ne è prova il fatto che quasi tutte
le lingue antiche a noi note (ad es. il greco, il latino,
l'ebraico ecc.) usano la stessa parola per indicare
sia il rame che il bronzo. Il bronzo aprì una nuova
epoca e venne utilizzato per la produzione di vasellame,
utensili e soprattutto armi, poi in età classica anche
nell'arte, ad esempio per realizzare le statue. Durante
tutta l'antichità si continuò però ad usare anche il
rame puro, ad esempio anche per coniare le monete. Sfortunatamente
non si sono conservati fino ai nostri giorni molti oggetti
antichi di rame, ma dal poco che sappiamo possiamo intuire
quale doveva essere la loro bellezza e il loro splendore.
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